Tecnica migliore mastoplastica additiva

Pubblicato il Pubblicato in MASTOPLASTICA
Antonella Mundo

Tecnica migliore mastoplastica additiva

 

Qual’è la tecnica migliore per inserire la protesi in una mastoplastica additiva?

Questa è una delle domande più ricorrenti tra chi si deve operare di mastoplastica additiva, ovviamente io vi dico la mia da paziente e non da medico che sia chiaro !

Come sapete sono 4 anni che bazzico nei forum e che collaboro con diversi chirurghi e posso dire con certezza che tutti fino ad ora mi hanno detto che la tecnica in assoluto migliore è la dual plane ma non adatta a tutte.

Partiamo dall’inizio, le protesi mammarie può essere inserite in diversi punti, i più noti sono:

  • Sottoghiadola
  • Sottomuscolo
  • Dual plane Tecnica migliore mastoplastica additiva

Ne esistono altra come ad esempio la sottofasciale (che è tra il sottoghiandola e il sottomuscolo) ma sono veramente poco usate che non approfondirei il discorso.

 

Partiamo dal parlare della tecnica sottoghiandolare, la protesi viene collocata appunto sotto la ghiandola e questo porta ad avere una guarigione immediata, una forma bella da subito, e dolori pari a zero. Quindi starete pensando FANTASTICO! e invece no perché, innanzi tutto per potere inserire una protesi sottoghiadolare ci deve essere la ghiandola quindi se partiamo da una tavola da surf non si può fare e poi ci sono anche dei contro tra cui: possibilità che si senta la protesi nei bordi del seno, l’aumento della possibilità di contrattura capsulare, difficoltà maggiore nel fare la mammografia, inoltre nel tempo il seno tende verso il basso prima rispetto ad una sottomuscolore, motivo per cui si tende anche a  mettere protesi non troppo grandi/pesanti.

Sei una di quelle donne magrissime e senza un filo di ghiandola? vorresti avere un seno più prosperoso? la scelta migliore è la sottomuscolare, inserendo infatti la protesi sottomuscolo avrai il vantaggio che la protesi non si vede e non si sente, meno possibilità di contrattura e maggiore tenuta di risultato nel tempo. Mi è capitato di vedere alcune donne che hanno la sottomuscolare solitamente le riconosco dalla mancanza quasi totale dello “scalino” nel solco mammario. Gli svantaggi di questa tecnica sono: il poco controllo della forma del seno (per esempio in palestra potrebbe notarsi lo spostamento della protesi durante la contrattazione del muscolo), il possibile dislocamento verso l’esterno della protesi creando un allontanamento dei seni poco carino, la stessa potrebbe andare verso l’alto e che il solco mammario potrebbe non essere perfettamente centrato.

Quindi arriviamo a quella che è la mia preferita cioè la dual plane, sfrutta  i vantaggi di entrambe le tecniche perché inserisce le protesi per 3/4 sotto il muscolo e 1/4 sottoghiandola, (so che esistono sono diverse varianti di questa metodo ma la base è pressoché la stessa) cioè la parte superiore della protesi viene inserita sotto il muscolo che viene parzialmente scollato mentre, la parte inferiore viene posizionata sottoghiandola, viene praticamente creata una tasca dove andrà alloggiata la protesi, questa è una tecnica più complessa, più lunga e che non tutti sanno fare infatti, di recente ho sentito anche dire che non esiste 🙂

A chiusura vi segnalo un paio di punti di attenzione, la stessa protesi inserita utilizzando varie tecniche darà risultati diversi, alcuni chirurghi plastici chiamano la dual plane sotttomuscolo perchè pensano che la persona con cui si stanno parlando non ne capisca la differenza, ultima nota la sottomuscolare come dicevo nel mio articolo, è la più dolorosa.

Voi come avete inserito le protesi?

 

4 pensieri su “Tecnica migliore mastoplastica additiva

  1. Vorrei davvero operarmi ma ho mille dubbi e timori in merito al fatto che possano sembrare finte, sia alla vista che al tatto… da quello che scrivi, la sottomuscolare sembra quella forse più adatta a me (ghiandola zero, è come vedere uno di quei ragazzi magrissimi a petto nudo T_T)

     

Rispondi